La chiesa di San Giorgio si trova sulla isola omonima, sul lato esterno del bacino di San Marco, e proprio per questo rappresenta una delle realtà più caratteristiche dello scenario veneziano. Il Palladio è già dato valida prova di sé nel monastero intervenendo sul Refettorio e sul Chiostro dei Cipressi; ora, forte dell'esperienza maturata nelle chiese di San Pietro di Castello e a San Francesco della Vigna, si accinge alla ricostruzione della chiesa conventuale. L'incarico è di straordinario prestigio per portata e visibilità, e nella maturità dell'architetto rappresenta quello che la Basilica di Vicenza era stata per i suoi esordi. La Congregazione di Santa Giustina è un committente più che affidabile dal punto di vista finanziario, ma anche piuttosto 'invadente' sul fronte delle scelte formali. L'architetto deve di fatto rispettare la tipologia edilizia tipica dell'ordine monastico, che prevede una chiesa a pianta longitudinale con navata, crociera, cupola, presbiterio e coro. Il progetto del Palladio viene sottoposto all'approvazione del committente in un modello in scala, che susciterà ammirazione anche nel Vasari, lo storico dell'arte a lui contemporaneo, di passaggio a Venezia. L'architetto trae ispirazione dagli edifici termali dell'antica Roma, le cui maestose rovine ha ammirato nei suoi viaggi di studio. In poco più di dieci anni il risultato è sotto gli occhi di tutti. La navata centrale, voltata a botte e a crociera, si espande lateralmente nelle absidi e verticalmente nella cupola, e prosegue nel presbiterio, oltre il quale, attraverso un colonnato, si scorge il profondo coro. L'esito è un edificio di grande respiro, più che degno dell'esempio classico. Menzione a parte merita la facciata, che viene realizzata solo ai primi del Seicento, a quanto pare con difformità, ma pur sempre restando nel solco del doppio ordine architettonico complanare tipico delle chiese palladiane: gigante, per la navata centrale, d'ordine composito e accentuato chiaroscuro, sovrastato da timpano; ridotto e semplificato per le navate laterali, completate da semitimpani; presenza caratteristica, le nicchie con statue di santi e le edicole con busti di benefattori dell'ordine benedettino; immancabili, le statue sul coronamento. |