Villa Gazzotti Grimani Curti sorge a Bertesina, tranquillo sobborgo agricolo di Vicenza, al margine orientale del comune. Al centro del piccolo abitato, di fianco alla chiesa, è immediato individuare questa villa dall'aspetto dimesso, che a prima vista sfigura al confronto con la vicina villa Negri Ceroni, eretta ai primi del Settecento in maestose forme palladiane. La semplicità formale è tipica delle opere degli esordi del Palladio, che nel 1542 collabora ancora con la bottega di Girolamo Pittoni e Giacomo da Porlezza, seppur con l'autonomia e la personalità che gli derivano dagli studi suggeriti dal suo mentore, l'umanista Gian Giorgio Trissino. Il committente, Taddeo Gazzotti, non è persona di nobili origini, ma ciò non di meno colta e sensibile al nuovo, sostenitore delle tesi del Trissino circa il rinnovamento architettonico della città. Nel ristrutturare la fattoria di Bertesina il proprietario pone come unico vincolo la conservazione della struttura esistente, una casa torre, la cui presenza ancora si intuisce nell'angolo destro della nuova costruzione. L'architetto raddoppia specularmente il volume usando come elemento di collegamento la loggia frontale e il grande ambiente centrale. Proprio la soluzione di facciata rende evidente un'interessante analogia formale con certe opere di Giulio Romano (1492-1546), uno degli architetti più in vista dell'epoca, presente a Vicenza proprio lo stesso anno per una consulenza sulla sistemazione della Basilica di piazza dei Signori e per il progetto di palazzo Thiene, al quale anche Palladio porrà mano. Per un più ampio parallelo stilistico, nello stesso anno Palladio progetta villa Caldogno, villa Pisani, villa Thiene e villa Valmarana. Attualmente la villa non ha uso di particolare interesse.
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