"Non tacerò che a tanta virtù, (il Palladio), ha congiunta una sì affabile e gentile natura che lo rende appresso d'ognuno amabilissimo." - Giorgio Vasari
Villa Caldogno si trova nel comune agricolo omonimo, una decina di chilometri a nord di Vicenza, poco distante dalla statale 46 del Pasubio, in una zona di bellezza rurale ben conservata. Il committente, Losco Caldogno, è un nobile vicentino affermatosi nel commercio della seta: ricevuta in eredità una tenuta agricola, decide di ristrutturare la fattoria affidandosi a un architetto che ha già dato buona prova di sé con certi suoi parenti, i Godi di Lugo di Vicenza (Villa Godi). Quando riceve l'incarico Andrea Palladio ha 34 anni ed è ancora ancora legato alla bottega di Girolamo Pittoni e Giacomo da Porlezza, ma opera in modo sempre più autonomo e personale. Il progetto non risulta incluso nei Quattro Libri dell'Architettura, l'opera del 1570 che riassume il pensiero del grande architetto, ma porta verosimilmente la sua firma per le analogie con edifici contemporanei di sicura paternità (villa Saraceno e villa Muzani). L'edificio ha pianta molto lineare, dettata dalle murature preesistenti, con vano centrale passante e ambienti laterali; una semplicità, che viene però stemperata dalla decorazione ad affresco del 1570, per mano del Fasolo e dello Zelotti, con belle scene conviviali d'atmosfera rinascimentale. Villa Caldogno è una delle architetture palladiane di più felice realtà odierna: sede della biblioteca comunale, offre i suoi spazi di rappresentanza a manifestazioni culturali ed eventi mondani. Da segnalare, anche, il recente recupero del giardino e della peschiera, oltre che un interessante intervento di architettura contemporanea sulla barchessa*, oggi adibita a spazio espositivo. Per un parallelo stilistico, nello stesso anno Palladio progetta Palazzo Thiene, villa Gazzotti, villa Pisani, villa Thiene e villa Valmarana.
*barchessa: edificio di servizio con varie funzioni - depositi, laboratori, alloggi ecc. - legate alla conduzione della proprietà agricola; il termine rimanda alla funzione originaria di rimessa per barche, da mettere in relazione alla frequente collocazione delle ville lungo canali navigabili. |