Questo interessante frammento di architettura palladiana si trova nella campagna della riva destra del Brenta, non distante dalla statale 47 della Valsugana, che dal capoluogo sale verso Bassano del Grappa (da Padova, km 15; da Vicenza km 20). Committente è nel 1556 Francesco Thiene, al quale di lì a poco succedono i figli Odoardo e Teodoro, rappresentanti di una casata vicentina già nota all'architetto (v. Palazzo Thiene). Il progetto, alquanto ambizioso, è documentato nei Quattro Libri dell'Architettura e prevede una sontuosa residenza con loggia d'ordine gigante, serrata da torri agli angoli e incorniciata da due porticati curvilinei chiusi da barchesse*, secondo lo schema già adottato per villa Badoer a Fratta Polesine. Il cantiere inizia proprio da uno di questi edifici a cinque arcate, che da solo resta oggi a testimoniare l'inatteso epilogo della commessa, dovuto a un rovescio familiare (uno dei fratelli è costretto a fuggire verso paesi protestanti per motivi religiosi). È interessante notare, peraltro, la realizzazione della rete stradale che il Palladio aveva ideato per dare adeguata prospettiva al complesso.
*barchessa: edificio di servizio con varie funzioni - depositi, laboratori, alloggi ecc. - legate alla conduzione della proprietà agricola; il termine rimanda alla funzione originaria di rimessa per barche, da mettere in relazione alla frequente collocazione delle ville lungo canali navigabili. |