Palazzo Civena Trissino si trova al limite del centro storico, nel settore meridionale della città, vicino al Campo Marzo, e si affaccia all'ampio lungofiume del Retrone (suggestiva, la veduta che dall'antico ponte Furo si gode della Basilica). È la prima costruzione del genere progettata dal giovane architetto, che a 32 anni opera ancora nell'ambito della bottega di Girolamo Pittoni e Giacomo da Porlezza. L'incontro con il suo mentore, l'umanista Gian Giorgio Trissino, tuttavia, è già avvenuto e l'edificio lo dimostra. Come villa Trissino di Cricoli aveva rappresentato una rottura con gli schemi tradizionali dell'architettura extraurbana, così palazzo Civena introduce una sensibile novità tra le mura vicentine. La lunga fronte dell'edificio, ritmata da arcate, annuncia la rivoluzione estetica che Palladio maturerà con l'illuminante viaggio a Roma del 1541. Il palazzo ha subito nel tempo notevoli manomissioni, soprattutto all'interno (tra l'altro è stato semidistrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale) ma lo schema originale è noto attraverso disegni autografi e una planimetria settecentesca. Molto interessante, la soluzione dell'atrio, con una serliana* che filtra il rapporto con l'esterno. Per un parallelo stilistico, si consideri villa Godi a Lugo, che il Palladio progetta nel 1537. Attualmente il palazzo è in parte adibito a clinica privata.
* Serliana: finestra o porta costituita da un vano centrale arcuato, affiancato simmetricamente da due vani minori architravati. Prende nome dall'architetto Sebastiano Serlio (1475-1554). |