Questo frammento di architettura palladiana si trova a Molina di Malo, una ventina di chilometri da Vicenza, nelle campagne attraversate dalla statale 46 del Pasubio, che sale verso nord-ovest alla volta di Schio. Il luogo è segnalato dalla cinta e dal portale d'accesso della quattrocentesca corte Colleoni, all'epoca di proprietà della famiglia Porto, tra le più in vista a Vicenza e fedele sostenitrice delle sorti dell'architetto. Nella corte di quella che ancora oggi è una fattoria si distinguono dieci gigantesche basi di colonna, che riportano inciso sul plinto il nome del committente, Iseppo Porto, la cui morte blocca sul nascere il cantiere. Il contesto rurale induce a pensare al colonnato di una barchessa*, ma un'analisi più approfondita porta alla conclusione che il progetto palladiano riguarda piuttosto una sontuosa residenza di campagna. Per immaginarne la portata basti dire che le colonne corinzie appena impostate avrebbero raggiunto i 13 metri d'altezza formando un pronao** simile a quello del Pantheon, tempio romano tra i più ammirati dal Palladio. Quanto alla fisionomia generale, si può fare riferimento alle tavole dei Quattro Libri dell'Architettura dedicate a villa Mocenigo alla Brenta e villa Thiene a Cicogna, altrettanto ambiziose e ugualmente irrealizzate. Nel caso specifico la residenza di Molina sarebbe stata collegata ai rustici tramite portici curvilinei d'ordine minore, presenti ancora nell'Ottocento.
*barchessa: edificio di servizio con varie funzioni ? depositi, laboratori, alloggi ecc. ? legate alla conduzione della proprietà agricola; il termine rimanda alla funzione originaria di rimessa per barche, da mettere in relazione alla frequente collocazione delle ville lungo canali navigabili. ** Pronao. Parte anteriore del tempio antico (e di edifici a questo ispirati), costituita da un colonnato e da un coronamento triangolare (timpano).
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