Villa Forni Cerato si trova a Montecchio Precalcino, a 15 km da Vicenza, sulla statale del Pasubio, che s'allontana verso nord-ovest alla volta di Schio. Per una volta committente è un borghese, Girolamo Forni, ricco commerciante di legnami, abituale fornitore dei cantieri palladiani e dunque in una posizione di una certa familiarità con l'architetto. Si tratta peraltro di una persona colta, amico di artisti e pittore egli stesso, collezionista oltre che Accademico Olimpico, e il Palladio, come già nel caso di casa Cogollo, accondiscende a intervenire su una modesta costruzione esistente. Questo spiega le proporzioni anomale della villa e una distribuzione interna che non rispetta le consuete gerarchie palladiane. Il risultato, tuttavia, è indicativo dell'abilità dell'architetto nel saper trarre il meglio da ogni situazione. Le analogie con la vicentina casa Cogollo non si fermano solo al contesto: simile è infatti la soluzione della serliana* su pilastri che introduce alla loggia innestata nel corpo di fabbrica nel limitato spazio a disposizione. Misurato alla situazione ed anche al censo del proprietario è il minimalismo che contraddistingue questa piccola villa: la decorazione è ridotta all'indispensabile, affidando proprio alla misura la dignità della dimora.
* Finestra o porta costituita da un vano centrale arcuato, affiancato simmetricamente da due vani minori architravati. Prende nome dall'architetto Sebastiano Serlio (1475-1554). |