Casa Cogollo si affaccia alla principale arteria stradale del centro storico di Vicenza, l'attuale corso Palladio, poco distante da piazza Matteotti, già dell'Isola, dove nel 1550 l'architetto aveva avviato il cantiere di palazzo Chiericati. Si tratta di un piccolo edificio che la tradizione indica erroneamente come 'casa del Palladio'. Non risulta, in effetti, che l'architetto si sia dedicato ad altri interventi di così modesta portata e questo potrebbe aver generato l'equivoco. Il committente è il notaio Pietro Cogollo, che viene sollecitato dal Comune a intervenire sul preesistente edificio per motivi di decoro pubblico. La richiesta cela un retroscena: il Cogollo è interessato a ottenere la cittadinanza vicentina, che il consiglio comunale subordina a un 'contributo' di almeno 250 ducati sotto forma di opere edilizie. La casa viene così nobilitata da un'elegantissima facciata, che viene attribuita al Palladio per coerenze stilistiche più che per riscontri documentari. Lo spazio esiguo e i vincoli pratici numerosi, ma il risultato è magistrale. Al piano terreno viene realizzata una sorta di serliana*, ispirata al modulo della Basilica, che dà luce al portico, mentre al primo piano, lo spazio tra le finestre viene riempito da un affresco di Giovanni Francesco Fasolo, oggi solo vagamente leggibile, entro una cornice a tabernacolo.
* Finestra o porta costituita da un vano centrale arcuato, affiancato simmetricamente da due vani minori architravati. Prende nome dall'architetto Sebastiano Serlio (1475-1554). |