Cricoli è uno dei sobborghi nord-orientali di Vicenza, facilmente individuabile perchè in corrispondenza della rotonda che segna l'inizio della statale 248 Marosticana. La villa risalta a lato della strada che si allontana in direzione nord alla volta di Bassano del Grappa, al margine di una grande tenuta agricola, sullo sfondo dell'Altopiano di Asiago e del Monte Grappa. L'edificio porta il nome del conte Giangiorgio Trissino (1478-1550), straordinaria figura di umanista e letterato, appassionato d'architettura e per questo coinvolto in prima persona nella sua ristrutturazione. La leggenda vuole che il cantiere della villa sia stato il luogo d'incontro con Andrea, all'incirca trentenne, già da una quindicina di anni alle dipendenze della bottega degli scultori Girolamo Pittoni e Giacomo da Porlezza. Qui il giovane si sarebbe messo in luce agli occhi di colui che lo avrebbe poi portato a conoscenza della cultura classica e definitivamente avviato all'architettura con il nome beneaugurante di Palladio. La villa, dunque, non è un luogo palladiano in senso strettamente artistico, ma ha una valenza fortemente simbolica nella vicenda umana del futuro architetto. Per la cronaca la costruzione ha impostazione tradizionale, per così dire castellana, con le facciate serrate tra quattro torrette angolari. La fronte principale, in origine di linee gotiche, ha subito trasformazioni in senso palladiano a fine Settecento e ai primi del Novecento. La villa è attualmente adibita a uso privato. |