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img Itinerario Piazza dei Signori Indice
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Piazza dei Signori è l'erede della piazza Grande medievale e del foro romano, nonché fulcro del sistema delle cosiddette piazze centrali. Il nome moderno deriva dai palazzi rappresentativi della Signoria di Venezia, che ha governato la città dal 1404 al 1797. La forma è quella di un rettangolo di 28 metri di larghezza e 122 di lunghezza, fino alle due colonne che segnano il passagio in piazza Biade.
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1. Basilica Palladiana
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La presenza più significativa è la Basilica, che ha per nucleo l'antico Palazzo della Ragione, d'età gotica, e per rivestimento le logge realizzate da Andrea Palladio a partire dal 1546. Al piano terreno si trovano i negozi d'oreficeria che tengono viva la storica vocazione commerciale del luogo e alcuni spazi recentemente destinati a esposizione. Una scala marmorea di fine Quattrocento conduce alla loggia superiore, dalla quale si accede al salone dalla caratteristica copertura in rame a carena rovesciata. L'immagine della Basilica si completa con quella della Torre di Piazza, detta anche Bissara perché innalzata su una stuttura difensiva della potente famiglia Bissari. Alta 82 metri, ha base quadrata di 7 e una sensibile pendenza; nella fronte verso la piazza spicca l'edicola dell'Incoronata, realizzata nel 1596, con una pregevole Madonna col Bambino e i santi Stefano e Vincenzo (col modellino della città).
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2. Loggia del Capitaniato
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Sul lato opposto della piazza spicca la Loggia del Capitaniato, opera di Andrea Palladio avviata nel 1556, ma compiuta solo in 3 delle 5 o 7 campate previste. È detta anche Loggia Bernarda, dal capitano veneto Giovanni Battista Bernardo al quale è dedicata. Antica sede del rappresentante militare della Repubblica di Venezia, funge oggi da sede consiliare del Comune. Nell'adiacente contrà Cavor è degna di nota la storica Offelleria della Meneghina, locale pubblico con notevoli arredi di metà Ottocento.
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3. Monte di Pietà
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Il lato settentrionale di piazza dei Signori si completa nel lungo prospetto del Monte di Pietà, che reca traccia della diffusa affrescatura a scene bibliche.
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4. Chiesa di San Vincenzo
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Al centro dell'edificio spicca la facciata seicentesca della chiesa di San Vincenzo, che nel suggestivo interno dimostra la sua origine medievale. Chiudono idealmente la piazza due colonne, evocative dei poteri - temporale e spirituale - ai quali s'affidava la città. La colonna del Leone venne posta a rimarcare il dominio della Repubblica di Venezia dopo la spontanea dedizione della città nel 1404. La scultura del leone di San Marco ha avuto tormentata storia: distrutta dagli imperiali durante la Guerra della Lega di Cambrai, nuovamente rimossa con l'arrivo di Napoleone e infine gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La colonna del Redentore reca invece una pregevole statua seicentesca di Girolamo Albanese. La funzione di 'parete ottica' delle due colonne era ancor più efficace in passato quando sculture, capitelli e stemmi risultavano dorati.
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5. Palazzo del Podestà (portale)
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L'adiacente piazza delle Biade prende nome dal mercato dei cereali e in particolare delle sementi che vi si teneva. Anch'essa di cospicue dimensioni - 80 metri per 40 - è dominata dal palazzo degli Uffici Comunali, sorti sul luogo dell'antico Palazzo del Podestà: nell'andito superiore verso il palazzo della Ragione si trova un portale bifronte recentemente riconosciuto come opera giovanile del Palladio.
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6. Santa Maria in Foro
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Sul lato esterno della piazza appare la chiesa di Santa Maria in Foro, detta anche dei Servi, dall'ordine dei Servi di Maria che l'hanno officiata in passato.
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7. Deviazione «Contrà Gazzolle - contrà Piancoli - ponte San Michele»
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Dalla piazza si stacca in discesa contrà Gazzolle, che sulla sinistra presenta la facciata di palazzo Godi Nievo (civico n. 1), del 1596, importante opera di Vincenzo Scamozzi, odierna sede della Prefettura; sul lato opposto della strada, palazzo Volpe (civico n. 6), per la realizzazione del quale si fa il nome dei Maestri di Pedemuro e per estensione si ipotizza un ruolo di Andrea Palladio, cresciuto nella loro bottega. Al termine della discesa si incrocia la direttrice individuata da contrà Piancoli e contrà San Paolo. La prima, sulla sinistra, presenta una notevole successione di palazzi antichi tra i quali spiccano: sull'angolo, civico n. 6, il palazzo Garzadori, affiancato dal palazzetto Scroffa (civico n. 8), entrambi di pittoresche forme gotiche; al n. 8 il palazzetto Ferramosca Toso, del 1540 circa, la cui vicenda presenta punti di contatti con gli esordi del Palladio; al n. 10-12, un secondo Palazzo Garzadori, indicato come più probabile opera del Palladio, intorno al 1545. Poco più avanti, sulla destra, si sviluppa il pittoresco quartiere delle Barche, cosiddetto per le antiche attività portuali; tra i primi edifici, il gotico Ospedale di San Valentino. Ritornando sui propri passi, contrà Gazzolle prosegue verso l'esterno raggiungendo in breve il ponte San Michele, manufatto seicentesco di linee veneziane, con un arco di quasi trenta metri che al culmine offre una pittoresca veduta sui quartieri fluviali. Varcato il ponte, si trova l'oratorio di San Nicola e più avanti il notevole palazzo Gualdo.
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8. Piazza delle Erbe
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Da piazza delle Biade si passa in piazza delle Erbe, spazio di circa 40 metri per 30, dove un tempo si teneva il quotidiano mercato ortofrutticolo, sullo sfondo della Basilica palladiana e all'ombra della medievale Torre del Girone, detta anche del Tormento per la sua antica destinazione a prigione. Da piazza delle Erbe una stretta scalinata riporta al livello iniziale, in piazzetta Palladio, dov'è posto il monumento ottocentesco dell'architetto. L'allungato spazio tra la fronte laterale della Basilica e una schiera di case porticate si pone come propaggine di piazza dei Signori. Notevole, sotto le arcate, la pasticceria Sorarù, dagli arredi del secondo Ottocento.
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9. Deviazione «Ponte San Paolo - contrà Santi Apostoli - piazzola Gualdi - Contrà Lioy»
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Da piazza delle Erbe si scende verso ponte San Paolo per una diversione nel quartiere d'oltrefiume. La pittoresca contrà Santi Apostoli presenta una sequenza di palazzi tra i quali spiccano: palazzo Fioccardi (civico n. 6), bella architettura ottocentesca, che si colloca nel solco neoclassico tracciato da Ottone Calderari; palazzo Arnaldi Dalla Torre (civico n. 18), arretrato sul fondo di un'ampia corte, probabile opera di Vincenzo Scamozzi, erede spirituale del Palladio; palazzo Sangiovanni (civico n. 21), edificio di fisionomia gotica, salvo l'elegante trifora con festoni, eseguita nel primo Cinquecento dai Maestri di Pedemuro - Giovanni da Porlezza e Girolamo Pittoni - titolari della bottega che vide gli esordi del Palladio; palazzo Squarzi (civico n. 21), edificio quattrocentesco impreziosito da una trifora gotica, con resti della decorazione affrescata che un tempo doveva coprire l'intera facciata. Contrà Santi Apostoli sbocca in piazzetta San Giuseppe, sulla quale prospetta un isolato curvilineo, che ricalca le strutture del teatro romano di Berga, ancora ben riconoscibile al tempo del Palladio. Poco oltre si apre piazzola Gualdi, che prende nome dal notevole palazzo Gualdo, composto da due edifici sensibilmente diversi, uno di fine Quattrocento e l'altro del primo Cinquecento. Da piazzola Gualdi i può chiudere ad anello la diversione percorrendo contrà Paolo Lioy: degno di nota, palazzo Garzadori (civico n. 17), architettura neogotica della prima metà del Quattrocento, con bella trifora e resti della decorazione affrescata. Varcato nuovamente ponte san Paolo, si risale verso piazza delle Erbe (nella contrada a sinistra, la celebre casa Pigafetta).
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