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img Usi e costumi nella cucina del cinquecento Indice
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Le cucine di Palladio
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Anche per Palladio la cucina è, nella casa signorile, un ambiente subordinato alle stanze di rappresentanza, ma non per questo meno importante.
Secondo il noto principio vitruviano, già ripreso dall'Alberti, la commodità è a pari grado con la perpetuità e con la bellezza, uno dei requisiti fondamentali della costruzione, e condizione della comodità è la corretta disposizione degli ambienti di servizio in relazione alle parti principali e riguardevoli della casa, cioè loggie, sale, cortili, stanze magnifiche e scale ampie, lucide e facili a salire.
Perciochè - prosegue il Palladio - introducendo un paragone con la natura, cui l'arte deve sempre uniformarsi - sì come nel corpo umano sono alcune parti nobili e belle et alcune più tosto ignobili e brutte che altramente, e veggiamo nondimeno che quelle hanno di queste grandissimo bisogno, nè senza loro potrebbero stare........

La situazione originaria delle cucine collocate da Palladio è ancora visibile nelle ville vicentine La Rotonda, Pojana e Villa Godi Malinverni. In quest'ultima si può anche trovare il locale dove poteva trovarsi il forno vicino al focolare e all'acquaio.

L'inventario dei beni mobili (1592) contenuti nel palazzo costruito dal Palladio per Montano Barbarano a Vicenza, dà un'idea dell'attrezzattura della cucina in una dimora signorile....
In cucina dunque, oltre ad una fornitura completa per il focolare, compresi tre spiedi, si trovano tavoli e sedie, un forziere contenente il pane, candelieri, mortai, uno scaldavivande, tre scaldaletti, molti secchi, due setacci, misure per solidi e liquidi, un aspo, una ricca batteria di tegami, padelle (anche quelle per cuocere le castagne), teglie, bacili e numerosi piatti e scodelle di peltro.
Abbondante anche il vasellame - più di duecento pezzi di maiolica bianca, tutti con le armi dei Barbaran, e circa duecento pezzi di peltro - contenuto in una "salvaroba" e la biancheria da tavola.
Non bisogna dimenticare che, se la villa era il centro dell'azienda agricola, su cui spesso si fondavano le fortune del proprietario, il palazzo di città era il centro della vita sociale, e che molte volte gli edifici costruiti dal Palladio per le più importanti famiglie vicentine, quasi in gara per ottenere un progetto dell'architetto, ospitarono grandiosi ricevimenti.
(Paola Marini)
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